LOTTARE CON LA BUONA VOLONTA'
Il 25 aprile è una festa della
Repubblica Italiana, la festa della Resistenza.
Ha carattere democratico, perché consente
a tutti i cittadini di ricordare il difficile percorso storico dell’Italia e la
festa, i cortei, le bandiere, le musiche , le forze armate prendono vesti e
colori patriottici.
Anche noi, i giovani di oggi, quando
ogni 25 aprile vediamo sfilare i cortei
con la bandiera dell’Italia che sventola nell’aria primaverile , quando
ascoltiamo le allegre bande
suonare, quando alziamo gli occhi cielo
colorato di bianco-rosso e
verde dalle scie delle Frecce Tricolori,
gli aerei italiani famosi in tutto il mondo,
allora anche noi giovani ci sentiamo felici (non solo per il
giorno di festa a scuola), sorridiamo,
canticchiamo l’Inno Nazionale, alla stessa maniera delle partite di calcio importanti, lo
stesso delle premiazioni e dei riconoscimenti internazionali. Inno nazionale ed
orgoglio di essere Italiani, di appartenere alla stessa Patria.
Noi giovani non abbiamo vissuto, per
fortuna, quegli anni brutti e tragici. Ne possiamo rivivere gli
echi, ascoltarne le testimonianze.
Nel “Giorno della Memoria", l’Italia
con la mente va indietro nel tempo, a ricordare le tragedie belliche, qualche
sopravvissuto ne parla in qualche programma televisivo, qualche altro
superstite ha scritto un libro e lo viene a leggere nelle scuole.
Perché ricordare e perché ricordare le
tragedie dell’umanità, gli orrori, gli stermini?
La nostra memoria, in genere, va
indietro nel tempo per ricordare i momenti belli, le felicità, ma anche le
tristezze, le malinconie, i periodi difficili. Ma si tratta di avvenimenti
vissuti in prima persona, di fatti della nostra vita.
Ricordiamo, anche, i nostri sbagli, quelli che ci fanno maturare e che ci servono da monito per stare più attenti,
quelli che ci dicono di non
commettere più gli stessi errori, di
non sbagliare più in futuro.
Nel caso delle brutture delle guerre,
noi giovani non possiamo ricordare, perché non c’eravamo. Possiamo, tuttavia,
commuoverci, quando vediamo nelle foto in bianco e nero donne e bambini in
divise da condannati a morte nei campi di concentramento , possiamo commuoverci
quando vediamo le fosse comuni, dove i cadaveri venivano sepolti ed interrati
come animali malati e macellati. Possiamo versare qualche lacrima, quando
vediamo una mamma con il bambino in braccio ed un soldato con il fucile puntato
loro contro e pronto a sparare, senza pietà.
Se noi giovani, dunque, riusciamo a
vivere dentro quelle situazioni disperate, ad immaginarle, è come se anche noi
fossimo diventate vittime scampate, come se anche noi fossimo superstiti
fortunati. Leggere un libro si dice che sia come vivere un’altra vita.
Immaginare una tragedia è come averla
vissuta ed essere sopravvissuti.
Allora, a questo punto, se ricordo gli
errori veri della mia vita, per evitarli, allo stesso modo devo tenere conto
degli errori della storia, per educare la mia coscienza al valore della pace,
del rispetto umano, della dignità della vita, della libertà.
Ed allora, come quando si gioisce
quando usciamo dai periodi bui della nostra vita, allo stesso modo partecipo con orgoglio alla festa del 25 aprile:
un momento di festa, di unione di anime libere, dopo le tante prigionie della
storia.
Il messaggio? Che ogni cosa, anche il male, può essere trasformato in bene. Si può e si deve lottare per la verità, per la libertà... In che modo ?
Semplice: con la buona volontà !
MARILU' DONVITO VC



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